Due domande a Maroni

Roberto Maroni

Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia.

Giovedì 7 novembre la giunta regionale lombarda e il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo hanno organizzato a Pavia un incontro sulla legge regionale sul gioco d’azzardo. Visto che non ci è stata consentita la partecipazione a questo incontro a inviti riservati e senza possibilità di contraddittorio, ci permettiamo di indicare le domande che avremmo voluto porre al presidente Maroni riguardo alla legge regionale sul gioco d’azzardo. Queste sono tratte da un’analisi critica approfondita che abbiamo scritto sull’argomento e che può essere letta integralmente a questo indirizzo: http://www.senzaslot.it/legge-lombardia/

1. Perché il distanziometro regionale si applicherà solo alle nuove installazioni?
La legge lombarda sulla distanza dai luoghi sensibili (“distanziometro”) non è come quella ligure, perché riguarda solo le nuove installazioni e non ha effetto sulle autorizzazioni scadute e rinnovate. Questo non è successo casualmente: la prima versione della legge era retroattiva ma gli articoli 5 comma 2 e 9 comma 2 sono stati cambiati o rimossi apposta nel corso della discussione in consiglio regionale. Vivendo in Lombardia sappiamo benissimo che il problema non sono le nuove slot machine, ma quelle già installate. In molti comuni distanziometri non retroattivi esistono già e non sembrano molto efficaci: per esempio proprio a Pavia. Qui c’è un regolamento che impone di tenere le sale slot a 250 metri dai luoghi sensibili come le scuole, ma ci sono sale slot e molti bar con le slot più vicini di 250 metri (per esempio ci sono slot nel mercato ipogeo a 180 metri dal liceo Taramelli o nella sala bingo di piazza Emanuele Filiberto a due passi dal Cossa). A cosa serve un altro distanziometro inefficace a livello regionale?

2. Perché è stato posto un limite arbitrario di quattro macchinette?
L’art. 4 comma 8 dice che la regolamentazione dell’accesso riguarderà soltanto le sale slot e le “aree dedicate all’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in numero superiore a tre accessibili direttamente dall’utenza”. Perché proprio tre? Questo taglia fuori dalla regolamentazione tutti i piccoli bar e le tabaccherie che hanno una, due o tre macchinette (a occhio, diremmo che siano la maggior parte). Perché se un minorenne accede a una zona con 4 macchinette è un problema, mentre se sono 3 va bene?

Ci sarebbero diverse altre questioni da discutere meglio, ma speriamo che concentrandoci su due punti sarà possibile avere una risposta e far avere un’informazione corretta alla cittadinanza lombarda.

Collettivo Senza Slot – Pavia

Pubblicato in Notizie locali, Pavia
Un commento su “Due domande a Maroni
  1. Gabriele scrive:

    Per quanto mi riguarda, due domande inutili, sono contrario e basta, a meno che non restituisca il 100% in premi.

2 Pings/Trackbacks per "Due domande a Maroni"
  1. […] Il 7 novembre il presidente della Lombardia Roberto Maroni (leghista) ha organizzato una presentazione pubblica della legge presso il municipio di Pavia. Avremmo voluto chiedere dei chiarimenti sulla legge ma siamo stati esclusi dall’iniziativa e dalla possibilità di fare domande. Per questo motivo gli abbiamo posto due domande a distanza. […]

  2. […] Quest’incontro si è reso necessario perché diverse realtà dell’ampio e variegato movimento antislot pavese sono state escluse dall’incontro che Maroni e Comune hanno promosso lo scorso 7 novembre per la presentazione della legge antislot a Pavia, lasciando irrisolti i nostri dubbi. […]

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