Legge regionale pugliese: si può fare di più!

Consiglio-Regionale-Puglia

Il 5 dicembre scorso il consiglio regionale pugliese ha approvato una legge che di fatto mette in prima linea la regione nel contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo in Italia. È questo dunque il massimo che si potesse fare? Noi pensiamo di no!

Ma siamo anche consapevoli che questa è forse la migliore delle leggi emanate finora.

A conferma di ciò basta leggere cosa ne pensa As.Tro, che, contrariamente a quanto successo in altre regioni, non è stata coinvolta nell’iter di scrittura della legge pugliese:

http://www.assotrattenimento.it/2013/12/puglia-unaltra-regione-si-appresta-sfrattare-il-gioco-lecito/

http://www.assotrattenimento.it/2013/12/as-tro-invoca-stop-allapprovazione-della-legge-regionale-della-puglia/

 

Problema sociale

Sebbene il titolo della legge (“Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)”) individui il problema solo nei casi più estremi di GAP, considerati come una mera malattia, e il comma c) dell’art.1 ([Le finalità della presente legge sono dirette:] al rafforzamento della cultura del gioco misurato, al contrasto, alla prevenzione e alla riduzione del rischio della dipendenza da gioco) ribadisca il concetto parlando esplicitamente di limitare il pericolo costituito dal gioco, invece di eliminarlo una volta per tutte (da notare che non si specifica “d’azzardo”, cadendo anche in questo caso nella semplificazione linguistica che ha equiparato il vero gioco all’azzardo), vengono messe in primo piano non solo le attività sanitarie per arginare il problema dei GAP, ma vengono anche analizzate le situazioni di disagio economico e di marginalizzazione sociale che portano alla dipendenza, monitorando le scuole e i luoghi di formazione e socializzazione. Viene anche istituita una giornata dedicata al tema “contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo” presso tutti gli istituti scolastici ed universitari. Apprezzabile e innovativa come scelta, bisognerà aspettare per vedere come poi nel concreto questa si possa configurare prima di poter esprimere un giudizio. Di solito le giornate a tema lasciano il tempo che trovano.

Osservatorio

Viene istituito un osservatorio al cui interno non vi sono rappresentanti delle lobby del gioco d’azzardo ma soltanto istituzioni, ASL e terzo settore con partecipazione a titolo gratuito. Questo osservatorio annualmente relazionerà sull’esito degli interventi a sostegno dei GAP.

Marchio “libero da slot”

Ancora una volta viene copiata l’idea che è già partita dal basso da anni in tutta Italia, e a cui abbiamo dato anche noi il nostro piccolo contributo: il consiglio regionale introduce un marchio “libero da slot – Regione Puglia” attribuito dalla Regione stessa.

Il rischio di istituzionalizzare e quindi addomesticare un movimento dal basso, spontaneo e popolare è sempre dietro l’angolo, ma speriamo che almeno in questo modo si possa arrivare ad avere finalmente una mappa ufficiale di tutti i locali senza slot.

Spazi informativi nei luoghi dell’azzardo

Sono previsti all’interno di “ogni casa da gioco, sala bingo, ricevitoria e agenzie ippiche” angoli informativi sui rischi del GAP. Questo tipo di informazioni, in teoria, dovrebbero esserci già ovunque sia presente un apparecchio da gioco (decreto Balduzzi 2012) e fino ad ora non ci sembra abbiano sortito alcun effetto.

Distanziometro

Il testo prosegue individuando in 500 metri la distanza minima delle case da gioco, sale bingo, ricevitorie e agenzie ippiche da “istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, inoltre, strutture ricettive per categorie protette.” I comuni hanno facoltà di individuare altri luoghi sensibili a propria discrezione.

Indubbiamente questa disposizione allarga notevolmente le zone di sicurezza dove non è possibile la nascita di sale da gioco e simili.

Retroattiva?

Questa legge non si applica alle installazioni già presenti, ma chiarisce che le autorizzazioni già concesse hanno una validità di 5 anni dall’entrata in vigore della legge stessa. La richiesta di rinnovo verrà rilasciata solo se i requisiti relativi alla distanza verranno rispettati.

L’introduzione di una scadenza delle autorizzazioni pone sicuramente la legge pugliese all’avanguardia, ma ci chiediamo perché stabilire un arco temporale così lungo. Intanto cosa succede nelle case da gioco, sale bingo, ricevitorie e agenzie ippiche già esistenti? Come abbiamo avuto modo di dire in passato, anche la lobby del gioco d’azzardo parla di saturazione del settore e non vede esattamente di buon occhio l’apertura di altri luoghi deputati al gioco d’azzardo!

 

Corsi per gli operatori

Per gli operatori del settore, i dipendenti e i gestori delle sale da gioco la legge regionale prevede corsi di formazione gestiti da comuni, associazioni di categoria e terzo settore.

Con questa norma si chiede ai controllati, le associazioni di categoria, e ai controllori, comuni e terzo settore, di gestire la formazione del personale. Aspettarsi degli effetti positivi da ciò è quanto meno paradossale: ben diverso sarebbe mettere in contatto direttamente i giocatori d’azzardo con operatori specificamente preparati e interessati al recupero di questi soggetti.

In questo senso ci appare molto più utile il numero verde regionale, previsto dalla stessa legge, e di cui bisognerà controllare la messa in opera.

Pubblicità

Nella legge si fa esplicito divieto di “qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco”: a tale proposito, quindi, la legge è netta e non lascia spazio a eccezioni e/o interpretazioni di sorta.

 Sanzioni

L’inosservanza delle disposizioni previste dalla legge (distanziometro, scadenza e rinnovo delle autorizzazioni, corsi di formazione, pubblicità e aree informative) comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 a 10.000 euro e, in caso di reiterazione, la sospensione temporanea dell’esercizio dell’attività da 10 a 60 giorni. L’accertamento delle violazioni e l’applicazione delle sanzioni amministrative spettano al comune territorialmente competente.

Nonostante una certa precisione nel riferimento alle sanzioni e a chi tocchi applicarle, la legge è limitata, perché non arriva mai a prevedere il ritiro dell’autorizzazione in caso di mancata osservanza delle disposizioni, l’unico vero provvedimento utile.

 

Fondi per le attività di contrasto alla dipendenza da gioco d’azzardo

Per l’anno 2013 la legge pugliese stanzia un po’ di soldi alla cura e alla prevenzione del GAP: per l’esattezza 100.000 euro vengono destinati agli interventi socio-sanitari e 50.000 “a favore di associazioni e organizzazioni di volontariato del terzo settore maggiormente rappresentative a livello regionale impegnate nella presa in carico delle problematiche correlate al gioco d’azzardo e all’usura”.

Rimane un’incognita su quello che succederà dal punto di vista finanziario negli anni a venire, in quanto per la copertura finanziaria dal 2014 in poi il testo rimanda alle future leggi di bilancio annuale e pluriennale.

I proventi derivanti dalla raccolta delle sanzioni amministrative verranno inclusi nel fondo, però una buona parte degli interventi per la realizzazione delle finalità della legge pugliese verrà comunque finanziata dalle casse pubbliche. Fa specie che ancora una volta i danni provocati dall’arricchimento dei privati vengano riparati con soldi pubblici, ma siamo anche consapevoli che, finché non si interviene per abolire davvero il gioco d’azzardo liberalizzato, la situazione non potrà di certo migliorare.

 

…E i bar?

Come abbiamo scritto, questa legge è molto rigida e puntuale su diverse questioni, ma trascura completamente la diffusione drammatica del gioco d’azzardo nei bar, nelle tabaccherie, nei centri commerciali… Tutti i provvedimenti elencati, infatti, prendono di mira solo attività commerciali già esclusivamente deputate al gioco d’azzardo: invece, come abbiamo sempre detto, siamo conviti che una lotta seria debba partire dai luoghi di più facile accesso e maggiormente diffusi sul territorio.

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Un commento su “Legge regionale pugliese: si può fare di più!
  1. francesco ha detto:

    Anche alcolismo e tabagismo fanno parte delle dipendenze dovrebbe valere anche per bar e tabacchi.A questo punto perché non vietare la vendita?certo che no altrimenti dove prenderebbe isoldi lo stato ehh

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