Renzi fa cassa sulle tasche dei giocatori d’azzardo

La bozza della legge di stabilità 2015 targata Renzi prevede l’aumento della tassazione sulle slot machine, permettendo così di ottenere circa un miliardo di euro. Per quanto riguarda le new slot (le macchinette dei bar), il PREU, che dal 1° gennaio 2015 sarebbe dovuto essere del 13%, è stato alzato al 17%. Per quanto riguarda le videolottery, il PREU è passato dal 5% al 9%. Chi è veramente colpito da questa misura?

Non crediamo che una maggiore tassazione dell’azzardo sia automaticamente un bene. Abbiamo messo in guardia da tempo quei nostri compagni di strada che si sono incautamente uniti a chi rivendica una tassazione più elevata sul gioco d’azzardo liberalizzato: aumentando le tasse sul gioco d’azzardo, lo Stato aumenta la sua dipendenza fiscale dall’azzardo. Uno Stato patologicamente dipendente dal gioco d’azzardo non riuscirà mai a liberarsi da questa fonte di entrate comoda e scriteriata.

In Italia, lo Stato e la cosiddetta “filiera del gioco lecito” (i monopolisti dell’azzardo, le mafie e, in fondo alla lista, i pesci piccoli che operano nel settore) sono al tempo stesso soci in affari e concorrenti. Tutti insieme lucrano, in misura diversa, sull’impoverimento di massa indotto dall’epidemia di macchinette mangiasoldi, grattini, scommesse compulsive ecc.

Per capire il senso dell’intervento di Renzi sulla normativa del settore delle macchinette, bisogna spiegare un concetto importante, quello di payout. Il payout è definito dalla legge come la percentuale minima di denaro giocato in una macchinetta che viene restituita ai giocatori nel corso di un ciclo massimo di 140mila partite. Questo denaro non torna per forza alla stessa persona che l’ha giocato, ma è comunque indicativo di quanti soldi vengano restituiti o sottratti ai giocatori. Più il payout è basso, più velocemente i giocatori si impoveriscono. Ovviamente, il payout è sempre inferiore al 100%: il banco vince sempre, per legge.

Tutti i soldi giocati su una macchinetta vengono dunque divisi in tre parti:

  • il payout, che torna ai giocatori (Pinocchio);
  • il PREU, PRelievo Erariale Unico, che è la tassa fissa sul giocato che va allo Stato (il gatto);
  • l’utile dei privati (la volpe).

Renzi e il PD stanno raccontando in giro che hanno alzato il PREU sulle slot machine, come se in questo modo avessero tolto soldi alla volpe. In realtà, è solo cambiata la spartizione del bottino tra il gatto e la volpe a spese di Pinocchio, cioè dei poveri cristi che vengono indotti a sperperare nelle slot lo stipendio, la pensione e i prestiti avuti dagli usurai.

Abbiamo prodotto questo grafico che spiega cosa è successo:

Renzi fa cassa abbassando il payout

Ebbene sì: Renzi ha alzato il PREU esattamente della stessa percentuale di cui ha abbassato il payout minimo. Per compensare l’innalzamento del PREU di 4 punti:

  • nel caso delle new slot, il payout è stato abbassato dal 74 al 70%;
  • nel caso delle VLT, il payout è stato abbassato dall’85 al 81%.

In entrambi i casi, l’utile della “volpe” non è cambiato: rispettivamente 13% e 10%.

Naturalmente, allargando la sua fetta, lo Stato renderà più vantaggioso il mercato clandestino delle slot machine, gestito direttamente dalle mafie: qualche giocatore si sposterà sulle macchinette illegali (cioè scollegate dalla rete informatica del Tesoro). Del resto, siccome spendere soldi nelle slot non è una scelta razionale, nessuno smetterà di giocare solo perché si alzano le tasse.

Insomma, Renzi ha fatto cassa proprio sulla povera gente, tassata nel modo più subdolo e infame attraverso macchine progettate appositamente per indurti in errore. Per salvare la faccia, destina 50 milioni di questo miliardo di entrate extra alla “cura alle ludopatie”, cioè a curare quei Pinocchi che il gatto e la volpe fanno ammalare apposta. Chi si aspettava un cambio di direzione da questo governo, perlomeno sul tema della lotta all’azzardopatia, è stato un po’ ingenuo.

La lotta continua.

Pubblicato in Blog
5 commenti su “Renzi fa cassa sulle tasche dei giocatori d’azzardo
  1. Cesare Andreini scrive:

    TUTTO VERO E CONDIVIDO LA VOSTRA INIZIATIVA…mi permetto di inviarvi il testo della mail inviata al Presidente del consiglio…
    Buongiorno, stimatissimo Presidente del Consiglio:

    mi presento, sono un pensionato di cinquantanove anni con alle spalle quarantaquattro anni di lavoro e trentanove di matrimonio, Cesare Andreini. Le scrivo perché sono un giocatore d’azzardo compulsivo che dal 7 luglio ’14 è sprofondato nella merda (scusi il termine) a causa dei debiti fatti personalmente con la mia banca, con amici e conoscenti dicendo loro menzogne sul perché delle mie richieste di prestiti e loro mi hanno dato fiducia che ho ricambiato riconsegnando a tutti il denaro prestato. Per fortuna è venuto alla luce il tutto prima di un disastro completo, di fatto non ho intaccato il patrimonio familiare.

    Non le espongo i fatti antecedenti perché sarebbe molto lungo e tormentato il racconto delle mie vicissitudini passate da quel fatidico giorno in cui ho cominciato a giocare di quasi cinque anni fa. Tornando al 7 luglio ’14 , dopo essermi allontanato dalla famiglia per capire cosa fare e come farmi curare, su consiglio del comandante dei Carabinieri di San Lazzaro di Savena, luogotenente Obinu, mi hanno accolto nella casa protetta del Giovanni XXXIII in provincia di Bologna e il responsabile Sig. Giorgio Galvagno persona eccezionale sotto tutti i punti di vista, mi ha dato aiuto morale e materiale accogliendomi senza remore e dandomi utili consigli. Mi sono iscritto alle liste del Sert di Bologna su suo consiglio e ho già avuto un colloqui con la dr.ssa Lodi la quale a sua volta mi ha dato consigli utili.

    Ma soprattutto la consapevolezza dopo questi colloqui di essere afflitto da patologia del gioco d’azzardo compulsivo, fino a quel momento a me quasi sconosciuta.

    Tutto questo mi ha dato la forza per parlarne e dire tutta la completa verità alla mia famiglia che puntualmente ho fatto il giovedì seguente in presenza anche di due carissimi amici miei e di mia moglie (marito e moglie) anzi direi nostri fratelli. Naturalmente la mia confessione ha scatenato giustamente in mia moglie una reazione convulsa con momenti di pianto, urla, incazzatura, ira, improperi e di insulti…a non finire per alcuni giorni. Non sono bastate le mie volontà, poi applicate l’indomani, di chiudere tutti i c/c bancari a mio nome, rinunciare alla carta di credito, assegni e contanti in mio possesso, oggi non ho neanche una lira in tasca e ne sono contento se questo può placare l’ira di mia moglie e per farle capire che voglio veramente ricominciare da zero. A tutt’oggi non ci parliamo, anzi lei piange e si dispera, dormiamo in camere separate e le poche parole che ci scambiamo sono di disprezzo e di ira nei miei confronti. Per tutto questo le scrivo mettendola al corrente su quello che succede a molte famiglie in Italia anzi milioni, da statistiche su viste su internet e le chiedo, se è di sua competenza, un

    AIUTO PER SCONFIGGERE QUESTA PIAGA DEL GIOCO D’AZZARDO COMPULSIVO

    che rovina milioni di famiglie con una ricaduta economica sulla società di diversi milioni di euro e che soprattutto fornisce denaro contante e pulito a MAFIE, CAMORRA e quant’altro…non sarà che lo stato (non lei Sig. Matteo) ci guadagna su tutto questo?

    E non può più fare a meno di queste entrate? E i politici attuali e precedenti siano o sono stati conniventi o collusi permettendo ciò e deliberando una legge che liberalizza il gioco d’azzardo e l’indiscriminata aperture di sale gioco come supermercati? Perché gli viene data una licenza speciale da parte dello stato? Certamente molti politici e non, mi riferisco a imprenditori (se possiamo chiamarli così) che di questo business ne fanno un lavoro quindi utili alle spalle delle persone che come me si fanno prendere dal gioco compulsivo, hanno o hanno avuto denaro da qualcuno per liberalizzare il gioco d’azzardo, MAH?

    Certo è che in Italia queste cose sono all’ordine del giorno vedi: Milano per Expo, Venezia per il Mose e cito solo le ultime per non fare la cronaca dai tempi di Bettino Craxi.

    Quindi per concludere le chiedo di fare qualcosa per questo maledetto problema e immondo gioco (non dovrebbe essere più chiamato con questo nome perché il gioco è un momento di spensieratezza e felicità soprattutto per i bambini, per noi adulti non lo è!!!) e proporre una LEGGE RESTRITTIVA E PUNITIVA sia per i gestori che per i giocatori o meglio un DECRETO LEGGE per:

    L’ABOLIZIONE del GIOCO D’AZZARDO

    (vorrei avere notizie sulla proposta di legge presentata dal Comune di Bologna dall’assessore Nadia Monti) e la chiusura della sale in questa ITALIA che spero, con la sua persona e professionalità, si risollevi da tutti questi incubi e problemi economici ecc…

    COME LEI SONO PADRE E MARITO, CERCHIAMO DI LASCIARE AI NOSTRI FIGLI, NIPOTI ecc…una società e una Nazione PULITA e SERENA senza le ombre del passato.

    La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente.

  2. Claudio Dalpiaz scrive:

    Eh già… L’intossicazione dello Stato e l’intossicazione dei gestori sono lì, a rendere accidentato il percorso di rientro verso la salute pubblica.
    Ma tanto, Matteo avrà fatto due conti: … ora farò avere loro il TFR in busta ed avranno qualche eurino in più da far scivolare nelle macchinette…
    Come dice Mauro, un comportamento irrazionale come quello dell’azzardo non sarà certo rallentato dal sapere che il payout cala. Purtroppo a pagare sono sempre gli stessi ed a guadagnarci anche. Ciò è perfettamente in linea con il fatto che al mondo, l’8,5% degli adulti possiede più dell’85% della ricchezza. Cosa possiamo fare senza ricorrere a interventi proibizionisti autoritari (velleitari e impraticabili) ?
    Al di là della necessaria regolamentazione più restrittiva del settore (che comunque non risolve) possiamo impegnarci per promuovere il gioco quello vero (senza poste in denaro ma con sapere e capacità da mettere in campo). E per spostare quanta più gente possibile verso comportamenti più sani e produttivi: cultura, sport, politica, solidarietà.

  3. emannuelmnts scrive:

    Una piaga sociale!La dipendenza a portata di mano la chiamerei,una DROGA monopolizzata!Parlo da ex giocatore,sintetizzando dico che per fermarsi bisogna CONDIVIDERE questo problema e prenderne consapevolezza,solo confrontandoci con altre persone e avere il coraggio di mettersi a nudo riusciremo a lottare nel modo giusto!Comunque un tema complesso,non giocare vuol dire arricchire noi stessi e non fare entrare piu’ soldi nelle casa della malavita,visto che oramai e’ OVUNQUE!!Una patologia seria difficile da scofiggere ma quello che e’ sicuro e certo,insieme si VINCE!!!

  4. valter scrive:

    Maledetti coloro che lucrano con la salute della gente facendoli ammalare con il gioco dazzardo e ridurli sul lastrico sfasciando famiglie non votero mai chi permette questo facendo ingrassare le lobbi delle slot e vari politici con interessi nel settore

  5. gesuino scrive:

    le slot sono come le sigarette fanno male pero’ sono governate da i signori santi del governo.quello che è strano è che ci sono persone al di sopra di loro che dovrebbero difendere tutti gli italiani.l’importante è mangiare i pochi soldi che hanno i cittadini,viva l’italia e abbasso i politici.

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