Stabilità 2016: un miliardo dall’azzardo?

Urge fare chiarezza con una breve nota sulle anticipazioni che sono apparse sulla stampa specializzata e generalista a proposito degli interventi sul gioco d’azzardo contenuti nella Legge di Stabilità 2016, che porterebbero allo Stato entrate per un miliardo di euro. La bozza che sta circolando (scaricatela cliccando qui) contiene tre tipi di misure, tutte volte a consolidare il rapporto di dipendenza delle finanze statali dal gioco d’azzardo patogeno di massa. Vediamo cosa succederebbe se la bozza non venisse cambiata.

Concessioni

Su questo punto si è fatta molta confusione, non sempre in buona fede. Nel luglio 2016 verrebbero assegnate (cioè vendute tramite un’asta) 22mila concessioni per punti scommesse (non per le slot, come ha detto qualcuno): 15mila per le agenzie (base d’asta: 30mila euro) e 7mila per i corner (base d’asta: 15mila euro). I corner sono esercizi commerciali che hanno le scommesse come attività secondaria, le agenzie sono sale dedicate principalmente alle scommesse.

Ora, la notizia non significa che apriranno 22mila nuove sale scommesse, come hanno inteso alcuni, perché il 30 giugno 2016 scadono tutte le vecchie concessioni. Il PD sta raccontando come una vittoria il fatto che si sia deciso di non prorogare le concessioni oltre la loro scadenza naturale (che nel settore è chiamata “Big Bang”), ma questo non ci sembra particolarmente meritorio: si stanno semplicemente rispettando le regole. Il punto è che siccome le concessioni attuali sono meno di 22mila, rilasciarne 22mila significa aumentare la presenza di agenzie e corner sul territorio!

Di quanto aumenterebbero le sale con 22mila concessioni? Secondo Passamonti, segretario di Confindustria Sistema Gioco Italia, di 7mila unità. Secondo il senatore Franco Mirabelli del PD, di 5mila unità. Al di là della cifra esatta, si tratta di un aumento di alcune migliaia di sale scommesse, tra l’altro “blindando” la situazione per nove lunghi anni, la durata delle nuove concessioni. Stiamo dicendo che fino al 2025 non sarà facile parlare di riduzione dell’offerta di scommesse, una delle forme più diffuse e pericolose di gioco d’azzardo, che tra l’altro comporta sempre meno il riferimento a presunte competenze sportive visto che ormai si scommette istantaneamente, su eventi altamente imprevedibili o addirittura su “sport virtuali” cioè su eventi simulati che sono esattamente equivalenti a puntare su un numero della roulette; non bisogna, insomma, pensare al mondo delle scommesse come al vecchio Totocalcio.

I renziani, inoltre, stanno dicendo che l’aumento di 5mila sale scommesse sarà dovuto soltanto all’emersione di 5mila sale clandestine. A parte il fatto che questa cifra è puramente speculativa, e in passato abbiamo visto come proprio su questo argomento vengano “dati i numeri” ogni volta che i governi fanno previsioni, ci sembra difficile considerare una misura antimafia la legalizzazione di sale clandestine gestite da criminali. Le sale clandestine vanno chiuse, non legalizzate.

Se anche la cifra finale venisse ridotta in seguito alle prime proteste (si sta già parlando di 17mila invece che 22mila concessioni), resta il problema di fondo: il governo dovrebbe intervenire per bloccare l’offerta d’azzardo e non per razionalizzarla (come tra l’altro chiede la stessa lobby per bocca di Passamonti), consolidarla (come chiedono i Monopoli di Stato che vogliono continuare a far cassa sulle spalle della povera gente) o estenderla (come chiede una pletora di piccoli operatori dalle dubbie credenziali che vogliono essere ammessi alla grande mangiatoia, magari “emergendo” dal business mafioso o paramafioso in cui sono oggi impegnati).

Alle sale scommesse vanno aggiunte le nuove concessioni per 80 operatori del gioco d’azzardo online e per le sale bingo.

Sanatorie

Dicevamo in tempi non sospetti che la sanatoria 2015 sulle sale scommesse clandestine non avrebbe portato i risultati sperati, e così è stato: si prevedeva il rientro in questa strana “legalità” di 3.500 attività criminali, ma sono tornate all’ovile statale meno di 2.200 pecorelle smarrite, creando un buco di 70 milioni di euro sulle entrate previste. Le intercettazioni di alcuni ‘ndranghetisti coinvolti nel business delle scommesse clandestine mostrano che i capitalisti del ramo si aspettavano già che il governo cedesse e facesse la sanatoria-bis; a quanto pare, Renzi non li ha delusi.

Infatti, ecco la nuova sanatoria, prolungata di un altro anno, ed ecco il contenzioso fiscale per i Centri Trasmissione Dati che hanno evaso le tasse. Se misure simili le avesse prese Berlusconi, chissà cosa avrebbero detto gli stessi che oggi le firmano.

Noi ribadiamo un concetto semplice: clandestino o legalizzato alla bell’e meglio, il gioco d’azzardo è socialmente nocivo. Legale e clandestino non sono opposti ma complementari nel sistema italiano.

Tasse

Il PREU, cioè il prelievo fiscale straordinario che grava sul denaro che viene giocato d’azzardo in modo legale, era già stato oggetto di ipotesi di modifica l’anno scorso, che avevamo commentato negativamente. Non se n’era poi fatto niente, forse anche perché cambiare il payout delle macchinette era troppo complesso tecnicamente, e il governo aveva ripiegato su una semplice tassazione aggiuntiva. Quest’anno il governo propone nella bozza un aumento più modesto del PREU: +2% sulle new slot (portandolo al 15%) e +0,5% sulle VLT (portandolo al 5,5%) a partire dal 1° gennaio 2016.

Non è chiaro se verrà anche abbassato il payout, scaricando così nuovamente sui giocatori l’aumento fiscale, o se verrà lasciato invariato, colpendo così la filiera privata. Su questo la lobby scalpiterà, a noi francamente interessa fare un discorso strategico: se lo Stato alza le sue entrate da questa fonte, aumenta la sua dipendenza dall’industria dell’azzardo liberalizzato di massa; se lo Stato diminuisce le sue entrate per far guadagnare i privati, aumenta la potenza della lobby e incoraggia gli investimenti in questo settore nocivo e parassitario dell’economia. In entrambi i casi vediamo soltanto una diversa ripartizione del bottino, non un allontanarsi neppure graduale dall’economia basata sull’azzardo liberalizzato di massa e sulla promozione del gioco d’azzardo compulsivo.

Pubblicità e altre porcherie

C’è un altro tema che non è incluso nella Legge di Stabilità, ma essendo oggetto di strane cospirazioni parlamentari proprio in questi giorni ci sembra giusto menzionarlo. Esiste un disegno di legge, a firma Endrizzi (M5S), che propone l’abolizione totale della pubblicità del gioco d’azzardo: una misura giusta e impossibile da respingere se non per ragioni inconfessabili. Devono essere ragioni di questo tipo che hanno portato alcuni parlamentari del PD ad attivarsi per sabotare questo provvedimento, chiedendone l’abbinamento con altre proposte molto più deboli e con la riproposizione del famigerato (e sconfitto) decreto Baretta sotto mentite spoglie; sono gli stessi parlamentari che rilasciano interviste dove cercano di sostenere che senza pubblicità al gioco d’azzardo legale prolifererebbe l’azzardo clandestino (l’esperienza dice esattamente il contrario) o che in qualche modo l’Europa ci proibirebbe una misura simile (ma non è vero).

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2 commenti su “Stabilità 2016: un miliardo dall’azzardo?
  1. Il problema èveramente preoccupante perché le sale scommesse non sono solo di scommesse ma una volta sanate possono poi mettere dentro le pericolosissime Vlt e anche qualche slot. I problemi in Italia sono proprio la massiccia presenza di sale scommesse e sale vlt che andrebbero almeno bloccate senza fare altresanatorie ma come dite voi cercando di chiudere quelle illegali .dicono tanto di ridurre le slot .bisognerebbe però oltre a ridurle nei bar tabacchi riducendone anche le vincite ( da 100euro a 50 per partita ) vietarle in Toto in queste sale facendo rimanere solo le Vlt .perche questo? Perché così le Vlt non saranno più confuse con le meno aggressive slot e allora si uscirà allo scoperto e cioè .le sale scommesse con Vlt le sale Vlt sono veri punti d’azzardo più pericolosi dei casinò altro che slot a 100 euro che sono anch’esse pericolose ma anni luce lontano dalle Vlt .quindi le slot vanno dimezzate come numero e come vincita aumentandone anche gli elementi di intrattenimento e abilità le si vieta nelle sale scommesse sale Vlt e sale bingo .questo tipo di sale bisognerebbe bloccare le licenze per non aprirne di nuove .concludendo avremo i giochi a vincita limitata nei locali pubblici in misura dimezzata di oggi è le sale con Vlt macchine d’azzardo vero e proprio (anch’esse volendo possono ridurre la loro aggressività riducendone vincite e giocate che oggi sono 10 euro a secondo ) .Non mi sono inventato niente è più o meno
    così in tutta Europa

  2. Claudio Dalpiaz scrive:

    Caro Mauro,
    grazie per la chiarezza e la capacità di sintesi. Ribadisco l’importanza di confinare nel tempo e nello spazio questo tipo di attività (l’online è un’altro capitolo, che va affrontato con altri mezzi). Ho voglia di Casinò, uno per provincia, e tutto il resto del territorio BONIFICATO dalla presenza di qualsiasi forma di azzardo / gioco con vincita in denaro / gioco con vincita in beni di valore (le ticket redemption stanno inquinando i territori, aggredendo in particolare i più giovani…).
    Con decine di migliaia di punti “azzardo” fra sale scommesse, bingo, sale vlt e slot, ecc. come pensiamo di poter controllare le infiltrazioni criminali nel settore ?
    Ma come dici, la questione non è soltanto quella della legalità. Le mafie riciclano a pieno ritmo mentre scriviamo ed ogni cittadino viene danneggiato da un settore “produttivo” …. produttivo di debiti. Produttivo di guadagni per pochi e di sofferenze per molti. La pubblicità pervasiva, ingannevole, la disponibilità ubiquitaria di forme di azzardo, recluta costantemente nuovi consumatori di un bene che è un male. Meno denaro, meno iniziativa, meno consumi, meno tempo, meno relazioni, meno solidarietà, meno legalità, meno merito, meno affetti, meno creatività, ….
    L’azzardo porta il segno meno su tutto, E non c’è NIENTE di buono che aumenti con l’aumentare dell’azzardo nella società.
    Non possiamo negare il fatto che abbiamo contro forze soverchianti e che le battaglie a venire saranno molto difficili da vincere. Ora la proposta di legge Endrizzi/Basso/… sul divieto di pubblicità diretta ed indiretta offre la possibilità di concentrare in un’unico punto importante e condiviso le forze di tutto il fronte degli operatori e degli attivisti che da anni denunciano il precipitare della situazione. Voglio sperare che tutti facciano arrivare il loro sostegno a questo provvedimento per il cui incardinamento è già iniziato il conto alla rovescia.

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