Una lettera da una psicoterapeuta

by Liz West (calliope su Flickr)

by Liz West (calliope su Flickr)

Ho trovato, sia come professionista del settore che come cittadina, estremamente utile e interessante la vostra iniziativa. Sento da molto tempo come una prepotenza, una prevaricazione il non poter più bere un caffè in un bar senza assistere al penoso via vai intorno alle slot, alle facce depresse, alla disperazione di alcuni, all’imbesuimento di altri… Spettacolo poco edificante per me, che pure lo osservo con altri occhi, forse più esperti, e immagino come lo osservino altre persone più fragili, per esempio i giovani, i bambini, e finanche gli anziani, che hanno tutti il diritto di entrare nei locali pubblici a vario titolo!

È scientificamente provato che l’osservare il gioco è quasi altrettanto pericoloso che il giocare in prima persona; attiva neuroni che danno una risposta simile, i neuroni specchio, come il Dott. Avanzi spiega molto chiaramente: per un giocatore patologico, un richiamo forte, per un non giocatore, un’esperienza fortemente motivante.

A questo voglio aggiungere che i miei pazienti in terapia non sono più in grado di bere un caffè in tranquillità per questo stesso motivo. Sono praticamente esclusi da ogni  bar, da ogni possibilità di risocializzare con gli amici di sempre senza doversi confrontare col richiamo delle slot.

Il vostro sito e la vostra iniziativa sono stati quindi da me accolti con grande entusiasmo, sia come cittadina che come terapeuta, e da tutti i giocatori che si stanno curando.

Dà loro una speranza di recuperare una valenza culturale, quella del bar italiano, al proprio precipuo significato sociale.
Abbiamo coinvolto sempre più esercenti di Milano, segnalandoli man mano, e siamo quindi al vostro fianco su questa battaglia civile, che ridà speranza e contrasta il degrado culturale.

Saremo quindi al vostro fianco, nella difesa della vostra iniziativa che garantisce la  libertà dei cittadini tutti.

Dott.ssa Fulvia Prever
Psicologa e psicoterapeuta nel settore dipendenze del SSN lombardo
Consigliere direttivo AND
Consigliere direttivo Alea

Pubblicato in Blog
11 commenti su “Una lettera da una psicoterapeuta
  1. antonio pace scrive:

    messaggio chiarissimo.

    • gian scrive:

      Una domanda : Ma le facce della gente che gioca milioni ai cavalli o al totocalcio o le faccie degli anziani che si giocano le pensioni al lotto, superenalotto , winforlife o ai gratta e vinci , quelle invece sono facce sorridenti ? a me non sembra. Allora basta col solito falso moralismo. Il gioco è gioco in tutte le sue forme. Quindi se dobbiamo salvare il mondo, salviamolo tutto , non solo il 20% . Un altra cosa che è giusto dire : il guadagno statale che procurano le videoslot , non pensiate che lo stato ci rinunci. Da qualche altra parte se lo verra a prendere. Con nuove o aumento di vecchie tasse. Ci tengo a sottolinearlo. Perché è giusto capire le conseguenze di ogni azione.

  2. gian scrive:

    Dimenticavo : Il 70 % dei bar sta in piedi grazie al gioco ( purtroppo c è la crisi ) Senza di esse vedrete il continuo chiudersi delle attività , una dopo l ‘ altra. Chiedete pure ai vostri baristi di fiducia. Quando si parla di un argomento è giusto spiegarlo da varie angolazioni, se no , non ha senso. Se chiudono i bar il caffè ce lo beviamo a casa con la moka.

  3. mauro scrive:

    Gian, la tua obiezione cade fuori bersaglio perché noi abbiamo SEMPRE detto che siamo contrari sia alle slot machine sia a tutte le altre forme di azzardo liberalizzato di massa. Forse prima di commentare uno dovrebbe leggere e capire.

    Per essere più chiari: noi siamo per FAR ESTINGUERE tutte le forme di gioco d’azzardo che hai nominato.

    Per quanto riguarda i bar, se un bar sta in piedi solo facendo il casinò, vuol dire che “come bar” ha già chiuso! Non è certo trasformando i bar in un’altra cosa che si può aiutare il settore. Del resto non possiamo certo tenere in piedi gli affari dei bar in difficoltà riducendo sul lastrico la povera gente, è una soluzione idiota.

  4. gian scrive:

    Vedi , ogni tanto bisogna ragionare sulle cose che si fanno : per quanto riguarda il gioco , in tutte le sue forme , devi anche dire alle persone che ti seguono , che tolte quelle arriveranno salassi su tasse e bollette. O ci vuoi far credere che lo stato rinuncia a quei miliardi di euro che gli entrano ogni anno ? Punto secondo : parli della gente che finisce sul lastrico , ma allora parliamo anche dei milioni di persone che muoiono di tumore ogni anno e facciamo togliere le sigarette. Oppure togliamo tutti gli alcolici esistenti al mondo , cosi la gente non si alcolizzera , e non diventera un rischio per se o per gli altri. Io dovrei andare a rileggere tutti i post scritti fin ora ( e sinceramente non ne ho voglia ) ma tu dovresti ragionare un po . Te ne sbatti anche dei migliaia di operai e esercizi che perderanno il lavoro e chiuderanno , aumentando la disoccupazione e finendo sul LASTRICO. Le slot sono solo un capo espiatorio per farsi pubblicità , sia politicamente che editorialmente . ( mi sembra di aver capito che qualcuno di questo sito sta scrivendo e mettera in vendita un libro ). Quando avevo un amico alcolizzato , non ho fatto chiudere la becks o la jack danield’ s , ma ho preso il mio amico per l orecchio e gli sono stato dietro.

    • mauro scrive:

      “O ci vuoi far credere che lo stato rinuncia a quei miliardi di euro che gli entrano ogni anno ?”

      I soldi che entrano non sono così tanti, specie se li consideri al netto dei costi sociali e sanitari. Ad ogni modo, sicuramente non è pensabile che lo Stato estragga tutto quel denaro dalla povera gente mandandola sul lastrico: lo prenda altrove.

      Non rispondo neanche alle solite sciocchezze “benaltriste” (“Perché non vi occupate anche di…?” – ci occupiamo di un sacco di roba, credimi).

      Importante invece rispondere a questa calunnia idiota: “Te ne sbatti anche dei migliaia di operai e esercizi che perderanno il lavoro e chiuderanno , aumentando la disoccupazione e finendo sul LASTRICO”

      Non ci vuole un genio per capire che se oggi la società dirotta un’enorme quantità di risorse nel gioco d’azzardo, quelle risorse non sono spese e investite per creare posti di lavoro in altri settori. Noi pensiamo (e lo pensiamo perché ci abbiamo parlato) che gli stessi lavoratori di quel comparto preferirebbero di gran lunga essere reimpiegati in attività più utili alla società. In particolare, il nostro piano di nazionalizzazione delle sale gioco comporta la creazione di molti posti di lavoro che sarebbero preferenzialmente offerti a chi già conosce il settore. Queste sale gioco avrebbero il compito di togliere il mercato all’azzardo clandestino, di creare spazi di gioco vero (non d’azzardo) e di accompagnare i giocatori d’azzardo fuori dal tunnel. Per farlo ci servono operatori di sala, operai che costruiscano videogiochi e macchinette speciali, psicologi, assistenti sociali, animatori, insegnanti ecc.

  5. gian scrive:

    Seconda prova di pubblicazione commento. ( la prima e stata rifiutata )

    I soldi che entrano non sono così tanti, specie se li consideri al netto dei costi sociali e sanitari.

    “Pochi giorni fa il buon Saccomanni ha presentato in Parlamento i documenti di Bilancio previsionale per il prossimo triennio, ovvero dal 2014 al 2016. Inutile dire Cosa che invece viene da pensare se andiamo a leggere le previsioni di Governo (leggi Ministero delle Finanze) in materia di apparecchi da intrattenimento ( leggi slot e videolotterie). Per l’anno corrente lo Stato conta di incassare almeno 3,8 miliardi di euro che arriveranno a 4,2 mld nel 2014, quindi 4,27 nel 2015 e infine 4,3 mld nel che i documenti di manovra rappresentano lo specchio delle scelte politiche-economiche di un governo e le competenze dei politici che si apprestano a votare quella legge non possono escludere la conoscenza dell’economia e dei numeri. 2016. ”

    E qui gia ci hai fatto capire che non sai di cosa stai parlando. Se queste cifre per te sono briciole, complimenti , stai meglio di tutti noi.

    • mauro scrive:

      Come sospettavo, non sai leggere: avevo scritto “al netto dei costi sociali e sanitari”. Quei 4 miliardi circa sono appunto al lordo di quei costi. E no, non è una grande cifra, solo di interessi sul debito se ne spendono novanta.

      Ma dirò di più: se anche fosse una grande cifra, sarebbe una cifra estorta con l’inganno ai cittadini più deboli. Non è così che si può finanziare lo Stato: prenda i soldi dai ricchi, in Italia ci sono 2mila persone con più di 30 milioni di dollari, scommettiamo che i padroni delle slot sono tra quelli? http://www.repubblica.it/economia/2013/09/10/news/super_ricchi_ubs_2013-66265450/

  6. gian scrive:

    Non ci vuole un genio per capire che se oggi la società dirotta un’enorme quantità di risorse nel gioco d’azzardo, quelle risorse non sono spese e investite per creare posti di lavoro in altri settori.

    Quando parli di enormi quantita di risorse dirottate nel gioco d’ azzardo , specifica quale settore , perché nelle awp (videoslot) non si e visto un euro. Anzi negli anni addietro e stata presa una percentuale dalle awp (videoslot ) per mantenere il settore dei cavalli da corsa . I soldi usati in questo settore sono personali degli imprenditori che hanno investito i propri soldi. Quasi ogni quattro anni devono buttare via e ricomprare l intero parco macchine ( con i propri soldi , non con quelli dello stato ). Quindi cortesemente fai l onesto quando parli di un argomento . Di tutto.

    Noi pensiamo (e lo pensiamo perché ci abbiamo parlato) che gli stessi lavoratori di quel comparto preferirebbero di gran lunga essere reimpiegati in attività più utili alla società.

    Ma con chi hai parlato ? Ma con gente qua in Italia ? ……………………………………

    • mauro scrive:

      “Quando parli di enormi quantita di risorse dirottate nel gioco d’ azzardo , specifica quale settore , perché nelle awp (videoslot) non si e visto un euro.”

      Non parlo soltanto di risorse statali, ma anche di risorse private. Ci sono stati investimenti colossali in questo settore parassitario, che hanno sottratto risorse a settori produttivi. Naturalmente questo dipende dal fatto che il capitalismo non è più in grado di ricavare profitti da altri settori e quindi “raschia il fondo del barile”.

      “I soldi usati in questo settore sono personali degli imprenditori che hanno investito i propri soldi.”

      Ecco, appunto. A parte il fatto che spesso non è così, non sono “soldi personali” ma sono i profitti di altre attività (talvolta criminali, talvolta semplicemente sfruttamento legale del lavoro altrui) oppure soldi prestati dalle banche, cioè i risparmi della povera gente usati per fare macchinette per impoverirla ulteriormente! Se ti sembra un sistema sano, evidentemente non frequenti la gente comune che fatica ad arrivare alla fine del mese ma solo qualche ricco proprietario di sale slot senza scrupoli.

      “Ma con chi hai parlato ? Ma con gente qua in Italia ?”

      Esattamente.

  7. gian scrive:

    Nota di Mauro: Il resto del commento è stato rimosso perché inutile e aggressivo. Lasciamo questa parte perché dimostra ancora una volta come a difendere le macchinette sono rimasti solo quelli che ci guadagnano:

    ti insegno anche questo : la maggior parte di quelli che si occupano di questo settore , sono , come me , gente che ha cominciato con videogiochi , flipper e jukebox. Questo settore è andato a morire con l avvento delle console da casa. commodore 64 , amiga , playstation, xbox , wii ecc ecc ecc. Ci siamo reinventati un settore per andare avanti. anzi : non ci siamo reinventati niente , abbiamo copiato gli altri stati dove gia erano in giro. Punto. puro e semplice. ripeto investendo soldi nostri

    Nota di Mauro: Sapevamo già queste cose, ne abbiamo anche parlato nel nostro libro dove c’è l’intervista a una persona che si trova in una situazione simile. La differenza è che l’imprenditore che abbiamo intervistato si rendeva conto del fatto che questa situazione sia insostenibile e ci ha detto che vorrebbe tornare ai “bei tempi dei flipper” e che “copiare senza reinventare niente” non è un modello di sviluppo sano, lascia ai piccoli installatori solo le briciole e crea un sistema malato. Naturalmente i nostri nemici principali non sono questi “pesci piccoli”, a loro volta sfruttati dalle grandi concessionarie e dalle banche, ma appunto i pesci grossi. Certo che se i pesci piccoli sono così fessi da schierarsi in difesa dei pesci grossi, diventano parte del problema.

Rispondi

Ricevi gli aggiornamenti via Email

Iscriviti con la tua mail per ricevere gli aggiornamenti di questo blog direttamente nella tua casella!

Unisciti a 56 altri iscritti