Lombardia senza slot? La strada è ancora lunga…

«Non vogliamo togliere il pericolo, ma ridurre la sua presenza»
(Angelo Ciocca)

Con questa dichiarazione Ciocca (Lega Nord), presidente della IV commissione del consiglio regionale lombardo che si atteggia a “padre” del progetto di legge regionale n° 58, ha spiegato quale sia il senso della nuova normativa approvata all’unanimità il 15 ottobre 2013 da parte di tutti i consiglieri regionali (leghisti, grillini, del PD, del PdL e di Fratelli d’Italia). La legge si intitola Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico, ancora una volta riducendo il problema solo ai casi più estremi di GAP, considerati come una mera malattia.

Diversamente da Ciocca, noi non vogliamo più limitare il pericolo costituito dal gioco d’azzardo, vogliamo eliminarlo una volta per tutte. Le mobilitazioni dal basso dell’ultimo anno hanno certamente acceso i riflettori sul fenomeno, costringendo i politici locali a prendere delle contromisure più o meno blande. Questa legge infatti, che sicuramente rappresenta un passo avanti nella battaglia no slot, viene dopo quelle di Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Ma possiamo dire che dal 15 ottobre la Lombardia si avvia a risolvere il problema delle macchinette? Temiamo di no.

Il distanziometro

Non è certamente per via legislativa regionale che il problema si risolverà visto che sui provvedimenti locali penzola pericolosamente la spada di Damocle del TAR finché la legislazione nazionale permette e favorisce il dilagare del gioco d’azzardo liberalizzato.

Tuttavia le regioni possono ostacolare fortemente il business dell’azzardo, per esempio in Liguria la legge (legge Capurro, tutt’altro che perfetta anche questa) non riguarda solo le nuove installazioni, ma anche quelle vecchie che scadono entro 5 anni e non vengono rinnovate se non rispettano il distanziometro, cioè una distanza minima dai “luoghi sensibili” (scuole, oratori, ospedali ecc.). Imponendo un distanziometro retroattivo anche sui rinnovi dei nullaosta è possibile una restrizione lenta ma inesorabile dell’offerta di azzardo.

In Lombardia quel che è successo attorno a questa legge è che la prima versione è stata ripulita coscientemente togliendo proprio ogni riferimento al rinnovo dei nullaosta. Confrontiamo la versione uscita dalla discussione in commissione l’11 settembre con quella definitiva:

Versione dell’11 settembre

Versione definitiva

Art. 5 comma 2
Non possono essere concessi e/o rinnovati le autorizzazioni e il nulla-osta di cui al comma 1 nel caso in cui il locale da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito si trovi ad una distanza, determinata dalla Giunta regionale entro il limite massimo di cinquecento metri, da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile o altri luoghi di aggregazione.
Art. 5 comma 1
Per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da GAP, è vietata la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino ad una distanza, determinata dalla Giunta regionale entro il limite massimo di cinquecento metri, da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.
Art. 9 comma 2
Per le autorizzazioni di cui all’articolo 5, comma 1, lettere a) e c), già concesse alla data di entrata in vigore della presente legge il termine di validità di cinque anni decorre dalla stessa data di entrata in vigore.

CANCELLATO

Quindi, il distanziometro lombardo non è come quello ligure, è un distanziometro che riguarda solo le nuove installazioni. Vivendo in Lombardia sappiamo benissimo che il problema non sono le nuove slot machine (non c’è quasi più spazio dove metterle!), ma quelle già installate.

Per quanto riguarda la distanza, per ora non si tratta di 500 metri come molti hanno scritto. Leggendo il testo, si parla di “una distanza, determinata dalla Giunta regionale entro il limite massimo di cinquecento metri”. Di conseguenza non sappiamo ancora quale sia la distanza, uguale o inferiore a 500 metri, che verrà determinata entro sei mesi (art. 12.1) dalla Giunta Maroni.

Del resto distanziometri non retroattivi esistono già in molti comuni e non sembrano molto efficaci. Prendiamo in esame la situazione a Pavia, dove c’è un regolamento di polizia urbana che impone di tenere le sale slot a 250 metri dai luoghi sensibili come le scuole… Eppure, sale slot, bingo e bar pieni di macchinette sono attaccati o di fronte a istituti tecnici e licei. Questo ci fa pensare che non funziona, come non funziona la linea morbida intrapresa dalla regione.

Ecco per esempio una sala slot presente nella piazza principale della città (per giunta, in uno spazio concesso dal Comune), a 180 metri dal liceo scientifico Taramelli:

Inefficacia del distanziometro pavese: dal Taramelli alla sala slot sotterranea solo 180 metri.

Inefficacia del distanziometro pavese.

Non contando poi i bar che, nello stesso percorso o nelle strettissime vicinanze, hanno slot accese durante tutto il giorno.

Poi ci chiediamo: chi ci sarà a far davvero rispettare regolamenti comunali e legge regionale? Speriamo non siano gli stessi che dovrebbero farle rispettare a Pavia!

Regolamento d’accesso

Questa legge ci ha fatto maturare delle perplessità anche per quel che riguarda la limitazione dell’accesso (per esempio ai minori) ai luoghi del gioco d’azzardo, che viene demandata ad un regolamento che verrà redatto dalla Giunta regionale. Anche in questo caso si sta spostando la decisione più in là, restringendola a Maroni e alla sua cerchia di assessori, quindi può succedere ancora di tutto.

Ma la cosa più preoccupante è che la regolamentazione dell’accesso riguarderà soltanto le sale slot e le “aree dedicate all’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in numero superiore a tre accessibili direttamente dall’utenza”. Perché proprio tre? Questo taglia fuori dalla regolamentazione tutti i piccoli bar e le tabaccherie che hanno una, due o tre macchinette (a occhio, diremmo che siano la maggior parte). Qualcuno ci spieghi perché se un minorenne accede a una zona con 4 macchinette è un problema, mentre se sono 3 va bene.

L’espressione finale “accessibili direttamente dall’utenza” è stata aggiunta all’ultimo minuto da un subdolo emendamento passato all’unanimità e indebolisce ulteriormente la legge, indicando che basta al gestore del locale introdurre una porta o qualcosa del genere per sfuggire a qualsiasi regolamento regionale sull’accesso.

Pubblicità

Sulla pubblicità il testo della legge interviene in due punti.

All’art. 4, comma 7, dice: “La Regione promuove accordi con gli enti di servizio del trasporto pubblico locale e regionale, per favorire l’adozione di un codice di autoregolamentazione che vieti gli spazi pubblicitari relativi al gioco d’azzardo lecito”. L’intenzione sembra buona ma per ora c’è ben poco di concreto, dipende da quali contenuti avrà e se sarà adottato e applicato questo ipotetico codice di autoregolamentazione.

C’è poi un altro passaggio che è completamente superfluo, per non dire ponziopilatesco: “È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco d’azzardo lecito, che si ponga in contrasto con l’articolo 7, commi 4, 4 bis e 5 del d.l. 158/2012”. Traduzione: la legge regionale dice che è proibito violare la legge nazionale! Ma va’? Il decreto legge 158/2012 è il famoso e inutile decreto Balduzzi, che come chiunque sa non ha limitato in nessun modo la pubblicità alle sale slot. Forse ci prendono per scemi.

Formazione degli operatori

In merito alla formazione degli operatori (cioè di quelli che lavorano nelle sale slot o che le gestiscono), se una forma di controllo più rigido ed efficace poteva costituirlo un vero “patentino”, come era stato proposto inizialmente, con i corsi di formazione previsti dalla legge regionale si lascia tutto a criteri deboli e a confini più blandi, e ancora una volta in mano privata. Contro il patentino si era mossa esplicitamente Confindustria nelle audizioni realizzate in regione, e a quanto pare è stata ascoltata.

Più utile è il numero verde regionale, di cui bisognerà controllare la messa in pratica, che può mettere in contatto i giocatori problematici con operatori specificamente preparati e interessati al recupero di questi soggetti.

Controlli delle ASL

Poi c’è una norma assolutamente ridondante: quella sul controllo delle ASL nei locali. Rispetto alla normativa valida per tutti gli altri locali non è previsto alcun requisito ulteriore (ad esempio, di illuminazione o limiti di volume per i rumori interni o somministrazione di alcolici… per tornare all’interessante legame provato tra le condizioni ambientali e i meccanismi psicologici di compulsione che si innescano). A che serve? Classica norma manifesto, che serve a far vedere che i controlli ci sono, quando sappiamo benissimo che è vero il contrario.

Così come pure per le sanzioni: quella principale va da 5000 a 15000 euro, senza che sia specificato alcun criterio per modulare la sanzione in concreto, all’interno di questa cornice. La prima versione della legge alludeva anche a denunce verso chi viola le norme, ma il minaccioso riferimento è stato poi tolto. C’è anche una sanzione da 1000 a 5000 euro per la mancata frequenza ai suddetti corsi di formazione per gli operatori. Scritta così, sembra di capire che il destinatario della sanzione è anche il lavoratore che “non frequenta”, il quale verrebbe sanzionato al pari del titolare, oppure addirittura in via esclusiva. E questo non ci piacerebbe.

Sarebbe stato meglio specificare esplicitamente quanto dovrebbe comunque essere ovvio, e cioè che queste sanzioni si aggiungono ma non rimpiazzano l’unica vera punizione utile, ovvero il ritiro dell’autorizzazione.

Sconti e aggravi fiscali

Gli emendamenti in aula comparsi all’ultimo minuto hanno definito meglio il sistema premiale messo in piedi da questa legge a favore dei locali che tolgono tutte le slot machine. Li trovate allegati a questo post.

Queste norme valgono (per ora) dal 2014 al 2018. Chi toglie tutte le macchinette entro il 31 dicembre di uno di questi anni avrà uno sconto dello 0,92% dell’IRAP, applicato una sola volta, l’anno successivo. Ciocca ha stimato il valore di questo sconto in circa 1000 euro. Immediatamente gli esercenti di bar con le slot intervistati dai giornalisti hanno spiegato che una cifra così bassa non è un incentivo sufficiente a togliere le macchinette.

Incredibilmente, questo sconto fiscale vale per chi ha le macchinette e le toglie ma non vale per chi non le ha mai avute o per chi le ha già tolte. Questo ci lascia veramente sbalorditi e ci chiediamo che senso abbia discriminare negativamente proprio quei bar che sono sempre stati senza slot.

Sembra più incisivo, invece, anche se non certo risolutivo, l’aggravio fiscale imposto ai locali con le macchinette, pari allo 0,92% dell’IRAP ogni anno, ma ancora una volta si colpisce l’ultima ruota del carro (gli esercenti) mentre i concessionari del gioco d’azzardo continuano a macinare miliardi.

Marchio regionale slot free

Copiando l’idea che è già partita dal basso da anni in tutta Italia, e a cui abbiamo dato anche noi il nostro umile contributo, il consiglio regionale ha introdotto un marchio “locale no slot” attribuito dalla Regione. Non siamo contrari purché non diventi un modo per istituzionalizzare e addomesticare un movimento spontaneo e popolare, ma speriamo che a questo punto sia possibile avere finalmente a disposizione dei dati ufficiali sulla distribuzione dei locali senza slot.

Più fondi alle attività di contrasto alle dipendenze da azzardo

Con questa legge vengono finalmente destinati un po’ di soldi alla cura e alla prevenzione del GAP. Per quanto riguarda gli interventi socio-sanitari, 1 milione di euro all’anno dei fondi già destinati alla spesa sanitaria regionale vengono incanalati specificamente verso questo scopo (si tratta quindi di una redistribuzione di fondi all’interno delle risorse sanitarie già allocate). Per quanto riguarda i nuovi stanziamenti, sono quelli che riguardano gli “interventi di carattere generale” (cioè quelli di controllo sulle installazioni, di studio del fenomeno dal punto di vista economico e sociale, il numero verde regionale ecc.) e ammontano a 200mila euro spalmati su 3 anni, una cifra modesta per una regione con dieci milioni di abitanti.

Certo fa rabbia che si debbano spendere soldi pubblici per riparare ai danni provocati dal profitto privato, ma sarà sempre peggio finché non si interviene per abolire davvero il gioco d’azzardo liberalizzato.

La legge attribuisce un ruolo preminente all’Osservatorio regionale sulle dipendenze, organismo che per ora è sottofinanziato al pari dell’Osservatorio regionale sulle mafie e quindi, come quest’ultimo, scarsamente attivo. C’è da vedere cosa cambierà, se cambierà qualcosa, a seguito della promulgazione di questa legge. La scelta dei soggetti che comporranno i tavoli tecnici e di programmazione è indice preciso della volontà di privilegiare determinate realtà (segnatamente le associazioni imprenditoriali e le istituzioni politiche). Troviamo paradossale e preoccupante che le associazioni dei “padroni delle slot” siano state coinvolte non solo nella formulazione di questa legge (e alcune delle loro richieste ci sembrano siano state accolte), ma addirittura che con questa legge vengano riconosciute come soggetti istituzionalmente deputati a occuparsi dei danni provocati dall’azzardo (art. 2). Sarebbe come nominare rappresentanti dell’industria del tabacco nei CdA delle cliniche oncologiche!

Il contestuale coinvolgimento delle associazioni no slot (tranne la nostra), fortemente enfatizzato a scopi propagandistici dai vari partiti politici presenti in consiglio, non ci rasserena, perché va nella direzione di provare a creare una complicità tra politica, lobby e movimenti no slot. Quando i lupi coinvolgono gli agnelli per parlare di dieta, di solito finisce male…

Per questo è importante che il giudizio su questa legge da parte di tutte le associazioni no slot, di cui apprezziamo l’impegno nel tentare di seguire passo passo l’iter legislativo, resti sempre equilibrato e non si faccia trascinare da facili trionfalismi e dalla sensazione che sia “la nostra legge”, cosa che non è.

La strada è ancora lunga

Rivendichiamo come risultato di tutto il movimento no slot, di cui noi siamo una piccola parte, ogni conquista strappata con questa legge, ma invitiamo alla massima sobrietà nel giudizio: la strada da fare è ancora molta e la Lombardia non è ancora diventata una regione senza slot.

La lotta deve proseguire e non perdere di vista l’obiettivo: cacciare tutte le macchinette dai bar, abolire l’azzardo liberalizzato, restituire al gioco la sua dimensione sociale e sana, sconfiggere l’azzardo clandestino e l’azzardo legale con un intervento pubblico di riduzione del danno e ricostruzione sociale che estingua le basi di questo business incivile.

Adesso l’impegno di tutti deve essere tallonare la Regione affinché i lati positivi di questa legge siano messi in pratica e i suoi limiti siano superati. Per questo è necessario proseguire la mobilitazione dal basso senza fare sconti a nessuno.

Ai Ciocca e ai Maroni che si mettono la maglietta “no slot” (lo hanno fatto davvero, hanno stampato una T-shirt celebrativa di questa legge, l’hanno distribuita a tutti i consiglieri e si sono fatti fotografare tutti insieme dai mass media) noi rispondiamo coi dati di fatto, chiedendo meno propaganda e più fatti.

Allegati

Alleghiamo il testo giunto in aula il 15 ottobre e gli emendamenti approvati all’unanimità quel giorno. Attenzione: il testo definitivo può essere dedotto esaminando entrambi gli allegati.

Testo prima degli emendamenti del 15 ottobre

Emendamenti del 15 ottobre

Pubblicato in Blog
18 commenti su “Lombardia senza slot? La strada è ancora lunga…
  1. Nanni Cerina scrive:

    Qualcuno potrebbe commentare ” meglio poco che niente”. La verità è che , ancora una volta, le leggi vengono elaborate da chi non ne capisce granchè, non vengono coinvolte le associazioni che conoscono ,veramente, il problema e hanno le idee chiare per quanto riguarda le opere di prevenzione. E’ anche vero che esiste un problema di retroattività. E’ difficile intervenire sino a quando il contratto non è scaduto, il TAR avrebbe vita facile nel sentenziare eventuali imposizioni fatte ai gestori dei locali. A me sembra che questa legge sia solo campagna elettorale.

    • alberto scrive:

      Oggi le slot sono regolamentari e il gioco legale.ridurlo e combatterlo porterebbe solo all’aumento del gico clandestino.come è successo con la prostituzione.che è ancora presente sotto gli occhi di tutti.

    • Nanni cerina scrive:

      La prima cosa che mi sento di rispondere , a questa risposta , arrivata con quattro mesi di ritardo, e da una persona che non si identifica, è ” cazzate!” Senza offesa naturalmente. Il gioco illegale esisteva e continuerà ad esistere, leggi o non leggi. La mafia, la indrangheda,la camorra, la malavita organizzata, se ne è fregata prima e se ne continuerà a fregare altamente delle leggi dello Stato.

  2. iris scrive:

    non e chiara una cosa forse a tutti. senza slot aumentano le tasse e chiudono migliaia di aziende. prima di lottare per una causa ( buona per l amor di dio ) bisogna cercare di non creare altri danni forse peggiori.

    • mauro scrive:

      Si potrebbe usare lo stesso argomento per dire che non bisogna combattere la mafia perché dà lavoro a un sacco di gente. Però forse prima di venire qui e lasciare un commento come se tutti quanti tranne te fossimo nati ieri… potresti farti un paio di domande.

      Credi davvero che non ci siamo mai posti prima di oggi questo problema? Il punto è proprio che anche *con* le slot stanno aumentando le tasse (IVA dal 21 al 22%, te ne sei accorta?) e stanno chiudendo migliaia di aziende! E questo colpisce tutti, anche chi non “gioca”; chi gioca d’azzardo subisce una specie di ulteriore tassazione nascosta che lo manda in rovina ancora più velocemente di quanto stia facendo la crisi.

      La questione è proprio domandarci se è sensato dirottare i soldi della povera gente per alimentare un’economia malsana che crea pochissimi posti di lavoro e comunque di scarsissima qualità alimentando soprattutto l’arricchimento smisurato di una manciata di monopolisti e burocrati. Il fatto che sia possibile fare soldi facilmente buttandosi su questo settore parassitario dirotta investimenti su una bolla speculativa che non dà nessun futuro al Paese.

      Se non ci fossero le slot chi oggi si rovina per giocarci spenderebbe quei soldi per campare (e quindi comunque consumare qualcos’altro, tenendo in piedi altre aziende e altri posti di lavoro, probabilmente in numero maggiore) e quelle risorse verrebbero più facilmente allocate nel produrre, nell’innovare, nel riparare, nel curare: cioè, nella vita e non nella morte. Se il capitalismo non lo sa fare da solo, perché preferisce il parassitismo e le truffe, bisognerà pensare a una società nuova.

      Ora che abbiamo risposto per la centesima volta a queste obiezioni interessate (scommettiamo che tu sei una di quelli che lucrano sulle macchinette?), speriamo di non dover leggere ancora commenti così superficiali.

      PS: Cara “iris”, perché nei tuoi commenti precedenti ti sei firmata “gian”? Ci prendi per fessi?

  3. gian scrive:

    ho cambiato nick perché sia qui che nell altro blog , quando scrivo la risposta alle tue affermazioni e clicco il tasto ” INVIA IL COMMENTO ” come per magia mi appare ”

    Il sito Web ha rifiutato di visualizzare la pagina Web

    HTTP 403

    Cause più probabili:
    •Il sito Web richiede le credenziali di accesso.

    Mi sa che siete voi che ci state prendendo in giro

    • mauro scrive:

      Non è così, comunque l’indirizzo email che hai dato è falso e stai sommergendoci di commenti tutti uguali, quindi datti una regolata.

  4. gian scrive:

    Ti insegno un modo più efficace per risolvere la situazione , senza andare a creare altri danni . ( fallimento di migliaia di ditte, aumento disoccupazione e aumento di tasse ) non di pochi posti di lavoro. o non sei aggiornato o prendi ancora in giro

    Attivazione delle awp ( videoslot ) con tessera sanitaria , per : punto primo localizzare i malati del gioco e intervenire se necessario . Punto secondo : giocata massima giornaliera per ogni tessera sanitaria. Le macchine sono gia collegate in rete tramite pda, quindi e un attimo bloccare le macchine , in automatico , per quelle tessere sanitarie che hanno gia usato la loro giocata giornaliera.

    Cosa ne dici ? non e più costruttivo questo dell eliminazione totale di un settore che ha fatto incamerare miliardi allo stato ?
    conseguenze : la gente non si rovina più con le awp ( videoslot ) , le ditte possono continuare a lavorare , sicuramente con un ridimensionamento del personale ( ma almeno non tutti a casa ) e questo settore continuerebbe a contribuire alle entrate erariali.

    • mauro scrive:

      Secondo noi anche una giocata giornaliera di 50 euro sono 50 euro sprecati. La categoria dei “malati” è una forzatura, non esiste una differenza così grande tra il gioco compulsivo e il gioco cosiddetto “responsabile”.

      Ad ogni modo se si mettesse un limite di 50 euro al giorno il settore andrebbe in rovina egualmente, voi fate soldi con la gente che si rovina, non con la gente che gioca poco.

  5. gian scrive:

    Se non ci fossero le slot chi oggi si rovina per giocarci spenderebbe quei soldi per campare (e quindi comunque consumare qualcos’altro, tenendo in piedi altre aziende e altri posti di lavoro, probabilmente in numero maggiore

    Certo Se non ci fossero le slot la gente andrebbe a fare acquisti. ………………………
    Non spenderebbe gli stessi soldi i altri giochi. nooooooooooooooooo
    dai per favore fai il serio.

    • mauro scrive:

      “Se non ci fossero le slot la gente andrebbe a fare acquisti. ………………………
      Non spenderebbe gli stessi soldi i altri giochi. nooooooooooooooooo”

      Abbiamo letto studi approfonditi e molto tecnici su come funziona la creazione della dipendenza da macchinette. Tu l’hai fatto? Immagino di no.

      A quanto pare tu consideri i giocatori d’azzardo come dei poveri fessi che butterebbero via i loro soldi in qualsiasi caso, e quindi tanto vale che te li porti via tu. Insomma, li disprezzi e quindi pensi di essere legittimato a fregarli. Questo fa capire molto di come funziona questo business, basato sul togliere la dignità ai consumatori e depredarli come “i polli” del gioco delle tre tavolette.

      Noi invece rispettiamo i giocatori compulsivi, che sono le vittime di gentaglia come te e non hanno nessuna colpa: sono semplicemente caduti in una trappola ben congegnata.

  6. gian scrive:

    scusa : perché hai cancellato gli ultimi commenti che avevo scritto sul blog ” una lettera da uno psicoterapeuta ” ? non c erano insulti , quindi non ti inventare fantasie. a titolo informativo ho registrato la pagina con gli ultimi commenti che avevo scritto per far vedere quanto siete falsi . E facile cancellare i commenti della gente quando non si sa più che cosa rispondere , vero ? (programma usato per registrare il desktop : free screen to video. Pensate di essere furbi

    • mauro scrive:

      Cancelliamo per il motivo che ti ho scritto: “l’indirizzo email che hai dato è falso e stai sommergendoci di commenti tutti uguali, quindi datti una regolata”. Non ha senso inondare un sito di commenti identici, è spammare e trollare in modo inconcludente e non serve a nulla. Ti ricordo che hai già usato due nickname diversi e un indirizzo falso.

      Comunque ci fa molto piacere se mandi in giro gli screenshot, perché ti renderai ancora più ridicolo. Come può vedere chiunque, alle argomentazioni (anche stupide) stiamo rispondendo, allo spam naturalmente no. A proposito, il commento fotocopia di questo su un altro post te l’ho appena cancellato, quindi datti da fare! :-)

  7. gian scrive:

    «In Italia ci sono 400 mila slot machine ; il 3 per cento del Pil nazionale è costituito dal gioco d’azzardo che fattura tra gli 80 e i 100 miliardi, in pratica è la terza impresa dopo l’Eni» sottolinea Angela Fioroni, segretaria di Legautonomie Lombardia . «Il timore — ha infine sottolineato una nota di Fipe (Federazione Italiana Pubblici esercizi) Confcommercio — è che la scusa della lotta alla ludopatia nasconda in realtà il perseguimento di interessi privati».

    Cancella pure questo , tanto si e gia capito tutto. buon proseguimento

    • mauro scrive:

      Conosciamo Angela Fioroni e la cifra che ha dato è giusta. Dunque? Tu stesso hai detto poco fa che allo Stato vanno 4 miliardi all’anno, questo significa che dai 90 miliardi di fatturato lo Stato ne ricava solo 4 (al lordo dei costi sociali e sanitari, che sono ingenti). Stiamo appunto dicendo che bisognerebbe dirottare queste risorse su qualcosa di più sensato che depredare la povera gente.

      Quel che ha detto la FIPE invece è una stronzata fatta per difendere i *loro* interessi. L’unica cosa vera è che in altri Paesi si è sviluppato anche un business delle terapie per “guarire” dal gambling compulsivo, di solito in stretta connessione con il business dei casinò e con le sue lobby (Las Vegas è un caso esemplare). Proprio per questo noi diciamo che non si deve “regolamentare” il gioco d’azzardo mantenendo per sempre il circolo vizioso malattia-terapia-malattia, ma bisogna farlo estinguere, abolendo da subito l’azzardo privato e programmando l’estinzione del gioco d’azzardo in generale tramite un vigoroso e intelligente intervento pubblico.

  8. gian scrive:

    il 3 per cento del Pil nazionale è costituito dal gioco d’azzardo che fattura tra gli 80 e i 100 miliardi

    Solo 4 dalle slot machine. il resto e altro. continui a distorcere la versione che scrivo io per tuo tornaconto. la gente sa leggere. e continui a cancellare i commenti che scrivo. troppo facile fare dibattiti cosi .
    divertiti pure da solo.
    L email non e falsa. e solo che non vi rispondo perché , se hai qualcosa da dire , lo puoi fare qui pubblicamente. in fondo l avete creato apposta questo sito.

    • mauro scrive:

      Vedo che non conosci la differenza tra fatturato e profitto, né fra profitto privato e tassazione. Te lo spiego: 90 miliardi è “il giro di soldi” del gioco d’azzardo. Una parte di questo giro di soldi finisce nelle tasche dei padroni delle slot, una parte torna indietro ai giocatori (ma non necessariamente agli stessi che ce li hanno messi, quindi comunque crea impoverimento di alcuni a vantaggio di altri, cioè aumenta le diseguaglianze sociali), una parte va allo Stato.

      Ma la domanda a questo è: e allora? Ti potrei anche dare le cifre del fatturato delle mafie in Italia: sono spaventose. Ne dobbiamo dedurre che bisogna accettare la mafia?

      L’email che ci hai fornito, invece, è falsa: ciccio@libero.it. Lo può verificare chiunque provando a scriverti. Non sarebbe un problema se evitassi di venire qui con questo atteggiamento da troll, ragione per cui i tuoi commenti sono ora pre-moderati e quelli inutili cancellati.

      Domanda: che lavoro fai? scommetto che sei uno che lucra sul gioco d’azzardo.

  9. gian scrive:

    Forse sei l unico che su questo blog e ancora non aveva capito che lavoro facevo. mi sembrava che per quelli svegli non ci fosse neanche bisogno di scriverlo. perdona la mia negligenza.

12 Pings/Trackbacks per "Lombardia senza slot? La strada è ancora lunga…"
  1. […] Giovedì 7 novembre la giunta regionale lombarda e il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo hanno organizzato a Pavia un incontro sulla legge regionale sul gioco d’azzardo. Visto che non ci è stata consentita la partecipazione a questo incontro a inviti riservati e senza possibilità di contraddittorio, ci permettiamo di indicare le domande che avremmo voluto porre al presidente Maroni riguardo alla legge regionale sul gioco d’azzardo. Queste sono tratte da un’analisi critica approfondita che abbiamo scritto sull’argomento e che può essere letta integralmente a questo indirizzo: http://www.senzaslot.it/legge-lombardia/ […]

  2. […] In Lombardia è passata all’unanimità una legge che regolamenta il gioco d’azzardo. Noi del Collettivo Senza Slot abbiamo studiato i contenuti di questa legge e ci è sembrata così così; abbiamo spiegato perché in un lungo articolo. […]

  3. […] Resta inteso che dal nostro punto di vista anche una ipotetica norma di questo genere non sana le altre criticità della legge, che abbiamo già spiegato. […]

  4. […] era uscita quella legge l’avevamo criticata perché riguardava solo le nuove installazioni di macchinette, quindi non toccava la massa enorme […]

  5. […] A marzo è partito il gruppo di lavoro sulla prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico. Ad istituirlo è la stessa legge (art. 4, comma primo, lettera h). Stando alla norma, ne dovrebbero far parte i “rappresentanti delle direzioni generali della Regione competenti in materia, delle Asl, delle associazioni regionali delle imprese, delle associazioni regionali aventi le finalità di prevenzione e contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, di trattamento e recupero delle persone che ne sono affette e di supporto delle loro famiglie, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Lombardia”. Sulla composizione di questi gruppi e tavoli di lavoro (così come su diversi altri punti della legge) noi abbiamo espresso più di una perplessità. […]

  6. […] A marzo è partito il gruppo di lavoro sulla prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico. Ad istituirlo è la stessa legge (art. 4, comma primo, lettera h). Stando alla norma, ne dovrebbero far parte i “rappresentanti delle direzioni generali della Regione competenti in materia, delle Asl, delle associazioni regionali delle imprese, delle associazioni regionali aventi le finalità di prevenzione e contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, di trattamento e recupero delle persone che ne sono affette e di supporto delle loro famiglie, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Lombardia”. Sulla composizione di questi gruppi e tavoli di lavoro (così come su diversi altri punti della legge) noi abbiamo espresso più di una perplessità. […]

  7. […] A marzo è partito il gruppo di lavoro sulla prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico. Ad istituirlo è la stessa legge (art. 4, comma primo, lettera h). Stando alla norma, ne dovrebbero far parte i “rappresentanti delle direzioni generali della Regione competenti in materia, delle Asl, delle associazioni regionali delle imprese, delle associazioni regionali aventi le finalità di prevenzione e contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, di trattamento e recupero delle persone che ne sono affette e di supporto delle loro famiglie, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Lombardia”. Sulla composizione di questi gruppi e tavoli di lavoro (così come su diversi altri punti della legge) noi abbiamo espresso più di una perplessità. […]

  8. […] A marzo è partito il gruppo di lavoro sulla prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico. Ad istituirlo è la stessa legge (art. 4, comma primo, lettera h). Stando alla norma, ne dovrebbero far parte i “rappresentanti delle direzioni generali della Regione competenti in materia, delle Asl, delle associazioni regionali delle imprese, delle associazioni regionali aventi le finalità di prevenzione e contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, di trattamento e recupero delle persone che ne sono affette e di supporto delle loro famiglie, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Lombardia”. Sulla composizione di questi gruppi e tavoli di lavoro (così come su diversi altri punti della legge) noi abbiamo espresso più di una perplessità. […]

  9. […] A marzo è partito il gruppo di lavoro sulla prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico. Ad istituirlo è la stessa legge (art. 4, comma primo, lettera h). Stando alla norma, ne dovrebbero far parte i “rappresentanti delle direzioni generali della Regione competenti in materia, delle Asl, delle associazioni regionali delle imprese, delle associazioni regionali aventi le finalità di prevenzione e contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, di trattamento e recupero delle persone che ne sono affette e di supporto delle loro famiglie, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Lombardia”. Sulla composizione di questi gruppi e tavoli di lavoro (così come su diversi altri punti della legge) noi abbiamo espresso più di una perplessità. […]

  10. […] di Confcommercio in questo gruppo, ripetiamo qui la stessa critica che abbiamo fatto quando abbiamo analizzato la legge regionale “no slot”, subito dopo la sua pubblicazione: fossimo stati noi il […]

  11. […] di Confcommercio in questo gruppo, ripetiamo qui la stessa critica che abbiamo fatto quando abbiamo analizzato la legge regionale “no slot”, subito dopo la sua pubblicazione: fossimo stati noi il […]

  12. […] attuativo della legge regionale. In entrambe le occasioni avevamo mosso aspre e puntuali critiche: http://www.senzaslot.it/legge-lombardia/ e http://www.senzaslot.it/non-ce-la-contano-giusta/ I nostri rilievi si concentravano in […]

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